POLISONLINE - rivista elettronica di Roma Tre

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POLISONLINE - rivista elettronica di Roma Tre

Messaggio  adriano elia il 26.10.07 18:23

Progetto editoriale


Polis online, rivista elettronica della Facoltà di Scienze politiche di Roma Tre, è entrata nella rete nell’ottobre 2000. Oggi cambia veste, grafica e progettuale, ma mantiene la propria missione. Anzi la potenzia, diventando una rivista di Ateneo, con vocazione pluridisciplinare ed europea (quindi anche plurilingue).
Oggi, come allora, si tratta di una iniziativa sperimentale, di un prodotto artigianale, a dimensione di un gruppo di volenterosi che si propongono, impegnandosi in questa avventura editoriale, di mettere insieme pezzi di una identità personale e collettiva, individuale e sociale, locale e globale, messa a dura prova dal caos della città terrena, in un tentativo, smarrito quanto disperato, ingenuo quanto disincantato, di ritrovarsi attorno a motivi ideali, interessi culturali, bisogni informativi e comunicativi comuni o condivisi, si spera, con molti altri volenterosi, anche solo lettori di queste pagine virtuali.
Il senso di quest’avventura continua, dunque, a esser sempre quello dei suoi inizi, così come indicato nel primo editoriale della Rivista.

Affidiamo a questa nostra bottiglia lanciata nell’oceano bit-pulsante più di un messaggio di salvataggio.
Salviamo la cultura della Polis. La metafora della Polis può aiutarci ad affrontare il problema dei rapporti individuo-società-istituzioni per il buon governo delle relazioni umane nella pluralità e diversità delle sue dimensioni, locali, nazionali, europee e mondiali; come luogo - più ideale che non fisico - del consorzio civile, peraltro abitato da esseri umani in carne e ossa che agiscono, lavorano, producono, lottano, soffrono e gioiscono, nascono e muoiono; luogo in cui tale problema ha assunto ed è destinato tanto più ad assumere valenze affatto nuove e diverse, rispetto al passato, a motivo dell’incontro-scontro tra culture ed etnie, dell’espansione trasversale a paesi e continenti di enormi interessi economico-finanziari, della diffusione delle tecnologie di comunicazione di massa e informatiche, della omogeneizzazione dei modi di vita, della proliferazione di centri e periferie in un gioco alterno di spinte e controspinte nel segno, rispettivamente, della aggregazione-integrazione e disaggregazione-autonomizzazione di stati, nazioni, popolazioni, con il corredo di crisi locali e internazionali, drammi individuali e collettivi, guerre guerreggiate e non, sfide, incognite, insomma di un fardello di bisogni, esigenze, aspettative e problemi che pesano sui destini dell’umanità e dello stesso pianeta che ci ospita.
La metafora della Polis evoca una visione dell’università come habitat culturale i cui frequentatori vengono, a seconda dei ruoli, non per imparare né tanto meno per insegnare “di tutto”, ma per indagare, discutere e cercar di capire i nessi di ciò che è particolare con ciò che è generale ed universale, per attingere od anche solo approssimare una reale “comprensione” dei fenomeni, temi e problemi, oggetto di studio. Il che è vero tanto più nel caso delle “scienze politiche”. Difatti, nei complessi scenari – caratterizzati da grandi tensioni e, insieme, da grandi potenzialità – del mondo contemporaneo, giunto in occidente alla svolta del terzo millennio, ma dove altri calendari pure continuano a scandire ad un diverso ritmo il passaggio del tempo in altre parti di esso, proprio le “scienze politiche”, per la loro radice fondamentalmente umanistica e universalistica, sono chiamate a svolgere un ruolo avanzato nella formazione culturale e, insieme, professionale dei giovani, affinché siano in grado di partecipare attivamente e consapevolmente, come governanti, dirigenti, amministratori, professionisti, cittadine e cittadini, donne e uomini di domani, a quei destini, per indirizzarne il corso verso esiti di pace, progresso e benessere.
Vogliamo ribadire l’attualità delle scienze della Polis. Vogliamo rafforzare l’impegno didattico-scientifico che si combina con quello della necessaria interconnessione tra i rispettivi saperi, storico-politico-sociale-giuridico-economico e linguistico, per superarne la divisione specialistica, quantunque imposta dalla complessità e frammentazione dei fenomeni e processi che ne sono oggetto, e per recuperarne, a livello di modalità formativa, il senso unitario di insegnamenti destinati a fornire, oltre che informazioni tecniche, un ricco, versatile e comune bagaglio di strumenti conoscitivi e metodi d’indagine indispensabili, appunto, al fine di comprendere, interpretare, seguire ed orientare quegli stessi fenomeni e processi nella loro realtà dinamica e pluridimensionale.
La metafora della Polis, infine, richiama le ragioni di una comunità di docenti e di studenti, fondata sulla voglia di tutti di essere e di sentirci partecipi dello “spazio pubblico” in cui si svolgono le nostre attività di studio e di lavoro, per contribuire insieme ad accrescere la visibilità ovvero la conoscenza interna ed esterna di tali attività e così pure l’interesse a indirizzarne, sostenerne, svilupparne e migliorarne sempre più i risultati: a partire, per esempio, da questo “foglio elettronico”, come modalità – virtuale nella veste, ma essenziale nello scopo – di comunicare tra noi e con gli altri chi siamo e cosa facciamo, per un dialogo aperto a tutti e su tutto (tutto quello, intendo, che ci possa riguardare come “pubblico” di lettori naviganti).
Queste, dunque, le intenzioni e ambizioni, per realizzare le quali è stata pensata la nuova struttura di Polis online con le sue rubriche, i suoi forum e i suoi strumenti multimediali.

Luigi Moccia

adriano elia

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